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Paolo Lunghi – Avis Comunale Empoli e Circoli Didattici Empoli Innovazione tecnologica LIM e PC in ogni classe dell’infanzia

Empoli, 02.02.2013 – I bambini nati dal 2000 in poi fanno parte di una nuova generazione, per la quale consolle per videogiochi, e-mail, internet, telefoni cellulari sono parte integrante della vita quotidiana.Questo ambiente digitale, nel quale sono immersi, e l’uso sempre più precoce degli strumenti di condivisione, fanno sì che il loro modo di apprendere e di gestire l’informazione e la comunicazione siano molto diversi da quello di noi adulti (attenzione selettiva, intelligenza multitasking, apprendimento informale, ecc…).Ricerche recenti hanno dimostrato che l’uso delle tecnologie digitali nella formazione migliora gli apprendimenti e che l’esperienza d’uso e il numero di anni da cui si utilizzano le tecnologie influenzano i risultati scolastici (P. Ferri, Nativi digitali, 2011). E’ chiaro che l’esposizione ai media digitali, così come l’uso di Internet, avviene più in famiglia che nella scuola e, proprio per questo, i bambini delle classi più deboli della società rischiano di non avere uguali opportunità di sviluppo umano e formativo.La scuola non può ignorare questi aspetti e deve assumere un nuovo ruolo.Le competenze digitali dei bambini della nuova generazione, spesso sono “implicite”, acquisite in modo informale nell’interazione con i pari o in famiglia, ma spesso non sono accompagnate da un’adeguata consapevolezza delle potenzialità e dei rischi che queste portano con sé. I nativi rischiano di non saper adeguatamente gestire la loro identità digitale, mettendo a rischio la loro reputazione ed esponendosi a pericoli di vario tipo.Per rendere i ragazzi consapevoli e responsabili è necessaria un’adeguata educazione e la frequentazione anche a scuola con i media digitali e con Internet. Inoltre, l’uso del web e degli strumenti informatici a sostegno dell’attività didattica, faciliterebbe un apprendimento più attivo, personalizzato e sociale, molto più adeguato agli stili cognitivi dei nativi digitali.Rendere il pc, un tempo fisso in laboratorio, un dispositivo portatile per ogni alunno è oggi fondamentale. In questo modo si gettano infatti le basi per lo sviluppo di tecnoclassi: aule con dotazioni informatiche diffuse per docenti ed alunni, che permettono la condivisione di file, programmi d’apprendimento e learning objects.Il computer è un mezzo a cui i bambini possono essere avvicinati fin dalla tenera età, per svolgere attività didattiche che contribuiscono, insieme ad attività pratiche e manuali, a consolidare alcuni prerequisiti fondamentali per gli apprendimenti futuri. Ecco perchè è fondamentale avere in ogni plesso di scuola dell’infanzia almeno un computer dotato di collegamento ad internet, in modo da poter sfruttare a scopo didattico le risorse della rete. Le nostre scuole dell’infanzia non hanno collegamento a Internet, alcuno sono del tutto sprovviste di computer. Proprio per questo è importante attivarsi, dato che le economie scolastiche non stanno attraversando momenti facili, e quelle locali non sono certo un’eccezione, per cercare di raggiungere questi risultati. Tra i Circoli didattici empolesi e Avis, nasce un progetto di collaborazione che ha visto già alcuni incontri tra insegnanti, genitori e dirigenti Avis, per cercare, grazie alla donazione del sangue, di finanziare il progetto stesso. Avis dal canto suo, condividendo a pieno l’idea dei Circoli didattici, si è impegnata, grazie anche all’utilizzo del 5 per mille, a contribuire economicamente all’acquisto del materiale necessario per realizzare il progetto stesso. Lo scambio, se così possiamo definirlo, nasce soprattutto da una condivisione di base dei principi di solidarietà, che caratterizzano il nostro territorio, portati avanti dai docenti delle nostre scuole. Insomma una reale e seria collaborazione per contribuire a formare i nostri bambini, che mette in gioco sinergie tra soggetti apparentemente diversi, che alla fine operano entrambi con un unico scopo. Un esempio di come il mondo dell’associazionismo e del volontariato possa, in momenti di crisi come questo, mettersi in gioco e supplire a mancanze economiche strutturali ed investendo sulla formazione, col finanziamento, per quel che è possibile, di nuovi importanti progetti come questo.